
Il Piave mormorò
……
come faccio a respirare
mi parrebbe di svegliarli
sono qui
ammucchiati dentro al marmo
con ancora la paura dentro gli occhi
ed il ghiaccio negli stracci, intorno ai piedi
ed i tagli nelle mani e sopra i visi
… fu solo a maggio che il Piave ebbe pietà

Vorrei mi regalassi un fiore
Vorrei mi regalassi un fiore
Sai
Uno di quelli trovati sul ciglio della strada
Di quelli che hanno i colori a spaccare il grigio dell?asfalto
Lo metterei tra le pagine
del libro che ora sto vivendo
A segnare una nota a piè pagina
La ratio ultima di un pugno di parole
A volte sono suoni che mi trapassano la mente
Resto bloccata
Attonita
Aspetto che trovino il loro punto di fuga
Da lì traccio le linee della mia storia
Perché non resti solo una scena piatta
Ma abbia la dovuta prospettiva
Poi prendo la scatola dei miei vecchi pastelli
Abbozzo sfumature un po? ombreggiate
Da un incrocio di righe
Spunta il tuo fiore

Sarà
Sarà per quel sapore strano
Che mi sorride
Posato tra labbra
E per quel giro di valzer
Che sentirò di azzardare
O per le tue mani
sottili
Intrecciate
Strette
alle mie
Sarà
Io spero
Sarà un giorno
Passato
A guardare
Le onde
Arrivare
Arrotolate in schiuma
Sulla spiaggia silente
O la neve
che vedremo scrollarsi di dosso
Il nostro cane
A camminare lì fra le
Rose-e erose
Montagne
E sarà
Io vorrei
Un?esplosione di polline
Un?ape a ronzarci
Intorno
Piano
A legarci
Con filo sottile
E sarà
Con catena pesante
Che calerai
Il mio secchio nel pozzo
A colmare
La mia anima
E il cuore
Sarà
E noi saremo

L?acqua a sfiorarmi
Ed io vivo
con l?acqua a sfiorarmi
Il bambù ondeggia
Un soffio del vento,
ch?io vorrei fosse carezza,
mi sposta
un po? troppo
di lato
Il pensiero mi inclina
e sfioro con le dita la terra
Umida terra
Diviene palude
acquitrino
Gracidio
fastidioso
di rane
E zanzare che
tra un po?
non avranno alcundove rifugio
E
io
qui
ancora
a contare
le foglie che cadono,
i minuti trascinati dai passi
Ma mi confonde
lo scricchiolio delle suole ? sui sassi
Chissà tu dove sei

haiku del vento
stesi al vento
lasciavo asciugare
mesti pensieri

Che i pensieri ? siano zucchero al cuore
È in questi giorni
Di fine stagione
Che la sento
La delicatezza del vento
Che accarezza incerto
Le foglie
Al loro ultimo afflato
E la luce
S?è quasi velata
Per non consumare
I colori dei fiori
Che volgono al sonno
Ed io, che mi sembro
tranquilla
Aspetto che la neve ricopra le cose
I suoni si faccian silenzio
E i pensieri
? siano zucchero al cuore

Può sembrare banale
Notte insonne
A scaldarmi in un?impronta
A respirare un tuo sospiro
? l? avevo nascosto qui sotto il cuscino
?te n?eri accorto??
Ho dei pensieri in volo sai
Potrebbero cadere
magari in piedi
e filare via
oppure
scomparire nel blu
e far brillare una stella
ma io vorrei fossero lì
a sfiorarti la pelle

Non l?avrò mai
Lo sai per quanto tempo
ho covato l?illusione
di quel muoversi convinto
sopra il palmo della mano
Mi ha sfiorato
anche l?idea
che sarebbe stata d?altri
che l?avrei amata davvero
Le districavo quei riccioli ribelli
e assieme sceglievamo
le stoffe a fiori tenui
per gli abiti da fare
- O mettersi dei jeans per fare le monelle
o magari i tutù e volteggiare in un pas de deux (!) -
????
Poi mi sono data una colpa
per non esser stata io
a dare aiuto
al mio destino
Ora invece
ho meno rimpianti
non dovrò lasciare sola
quella che io non avrò mai
la mia cara bambina
a Rachele, perché io non posso più aspettarla

Ho una foresta di pensieri
affondati nella neve
lento è il disgelo
un sole pallido filtra tra i denudati rami
ed io aspetto paziente
le mie radici rivivere
nell?umida e calda terra

beh prendetela come volete
questa è una storia scritta in occasione di un laboratorio di scrittura denominato “progetto narcisismo”
IO SONO
È inutile stare tanto a raccontarsela
Io sono bellissima
E soprattutto intelligente
Carina con le persone
Colta ma non ostento
Mi so vestire
Anche uno ?straccetto? addosso a me
Sembra uno chanel
E poi, come mi muovo
La gente si volta a rimirarmi
E forse è anche per quella scia di profumo
Che mi lascio dietro
Insomma a volte è un po? imbarazzante
Avere gli occhi puntati addosso
Ma io ci sono nata
Per me sarebbe difficile il contrario
Poi mica devo far molto
Alla mattina non faccio che mettere quel filo di trucco
Giusto per non passar da studentessa
(chè tanto ho pelle levigata, ciglia lunghe, bocca sensuale, molto più non servirebbe)
i capelli poi
una spazzolata e via
ho persino tolto gli specchi in casa mia
mi ci perdevo a guardarmi e riguardarmi
accidenti
non sapevo togliermi gli occhi di dosso
e, scusate
ma non mi piaceva arrivare sempre tardi agli appuntamenti
c?è solo una cosa che mi disturba
quando passo davanti a una vetrina
c?è sempre qualcuno che si frappone tra me e la lastra riflettente
e soffro, soffro terribilmente, al pensiero che la mia immagine vada dispersa in quel gioco di coni ottici
Son anni ormai che non riesco più a vedermi,
non so dire esattamente quanti
forse 30 o 31
insomma, da quella notte che volevo specchiarmi nel canale,
ma mi sporsi troppo e volai giù
Beh ecco forse un difetto ce l?ho
sono sempre ghiacciata ?
dev?essere un problema di circolazione